Convivium - Convivio Spirituale Parlamentare


Riflessioni Dies Memoriae 2002




Riflessioni del Dr. Gaetano Sottile

Come co-fondatore con Alberto Piperno, della fondazione "Memoria Dialogo Pace", voglio ringraziare le Istituzioni per aver dato la piena adesione per il II° anno al Dies Memoriae.

Questo evento vuole enfatizzare che lo spirito del perdono è l'unica risposta alle atrocità dell'olocausto. Perdono non significa, comunque, dimenticare!

Come presidente dell'AEI, vorrei esprimere i nostri contenuti sul tema "La memoria come fondamento di speranza".

"MEMORIA"

La memoria deve essere l'osservatorio non solo della mente, ma anche, e soprattutto, del CUORE! La memoria è STORIA, ESPERIENZA ed INSEGNAMENTO.
La memoria della storia fa emergere il viaggio che l'uomo intraprende alla ricerca del giusto e di quei valori per migliorare la vita. Noi crediamo che le alternative siano due:

  1. Il Relativismo
  2. Credere in un Dio assoluto che ci indichi la strada.
Il padre della fede Abramo, lascia Ur non perché conosce la strada ma perché conosce l'IDDIO che lo guida verso la terra promessa! Non possiamo essere architetti del nostro destino, ma possiamo essere architetti del nostro CARATTERE!
Durante l'olocausto, ebrei di vari credi, anche cristiani erano sulla stessa barca! Chi aiutava un ebreo era ipso facto un ebreo! Chi ignorava non costruiva il proprio carattere e disintegrava la forza e le risorse del proprio cuore.
Questo è per noi evangelici la Memoria come fondamento di speranza.

"FONDAMENTO"

L'uomo può costruire o sulla sabbia o sulla roccia
Sabbia: superficialità, interesse personale, carpe diem!
Roccia: profondità, rispetto, dialogo e servizio!
Non si sa quando la tempesta verrà! Ecco perché la società oggi si sfalda!
"Ama Dio con tutto il tuo cuore, mente , anima ed il prossimo tuo come te stesso.
Come guide politiche e religiose dobbiamo scegliere tra la stoltezza e la saggezza.

"SPERANZA"

Conoscere intimamente il Signore della Storia e non la storia solamente.
ABRAMO - MOSE' - RE DAVIDE - GESU' DI NAZARET non by-passano le prove atroci della vita, si resero vulnerabili ma videro la promessa diventare Realtà!
Oggi le varie istituzioni religiose, filosofiche, politiche sono come una bella "saliera", ma se il sale rimane dentro va a male.
L'olocausto cessò perché l'uomo giusto decise di uscire fuori dalla saliera per dare il giusto sapore alla Storia e redimere il cuore dell'uomo! Possa la preghiera del Re Davide essere la nostra!
"Oh Dio crea in noi un cuore nuovo e rendimi la gioia della mia salvezza!"



Riflessioni di Don Walter Trovato

Tra i tanti avvenimenti di cui è intessuta la vita di ogni giorno, ce ne sono alcuni che per la loro decisività si separano dal quotidiano perché toccano o sottolineano aspetti essenziali: ricordano conquiste, attese; coinvolgono vita, morte, amore, gioia; chiamano in causa Dio.
Si tratta di situazioni che sono vissute dalla persona e dal gruppo in modo del tutto particolare; e risultano caratterizzate da questi elementi:

  • Il movente che sta all'origine di un forte coinvolgimento è determinato da un avvenimento passato: il fatto è ricordato perché la capacità di memoria che esso racchiude ha un efficacia che supera il tempo e coinvolge con i suoi effetti i presenti;
  • Un gruppo di persone sono cointeressate e coinvolte nel fare particolare memoria di un determinato avvenimento;
  • Al centro dell'attenzione è posto un elemento che appartiene al passato: il primo atteggiamento del gruppo di fare memoria dall'avvenimento ricordandolo, raccontandolo;
  • Ogni memoria coinvolge inevitabilmente l'oggi: il fatto è evocato perché in qualche modo si ripercuote efficacemente nella vita del singolo e del gruppo, chiamando in causa valori essenziali e permanenti della vita e della storia;
  • Nessuna realtà, comunque, anche se caratterizzata dalla più ampia capacità evocativa, è tale da esaurire la perenne attesa dall'oggi: ogni memoria comporta sempre una prospettiva di compimento che il presente ancora non possiede;
Tutto questo non è frutto di sforzo psicologico, ma di coinvolgimento della persona nella sua totalità.
Ogni persona vive agisce in un contesto di ritualità. Per questo, la memoria di un avvenimento più o meno passato è evocato non solo attraverso la parola, ma anche con gesti e segni che, in forza della loro specifica capacità espressiva, contribuiscono a rendere più efficace ed attuale la memoria tanto da renderla elemento di coagulo per il gruppo stesso.
C'è, infine, un clima particolare, che scaturisce dalla compresenza di vari elementi, destinato a coinvolgere l'animo dell'uomo; un clima che, se da una parte determina uno stacco dal quotidiano, dall'altra rinvia al quotidiano stesso, ma con atteggiamento rinnovato.
L'insieme di questi avvenimenti lascia intravedere le più diverse componenti e implicanze che entrano in gioco quando si pone in atto un'azione che, con termine ormai usuale, è detta celebrazione della memoria. Un'azione, cioè, che parte dalla vita e dalla sua storia per formare di nuovo alla vita dopo avere operato una certa trasformazione della persona e del gruppo qualora vi si sia lasciati liberamente e consapevolmente coinvolgere.
Tutto questo consiste nel processo di purificazione della memoria volto a liberare la coscienza personale e collettiva da tutte le forme di risentimento o di violenza, che l'eredità del passato può averci lasciato, mediante una rivoluzione storica e teologica degli eventi implicati, che conduca - se risulti giusto - da un riconoscimento di colpa e contribuisca ad un reale cammino di riconciliazione.
Un tale processo può incidere in maniera significativa sul presente, proprio perché avvenimenti passati fanno spesso sentire ancora il peso delle loro conseguenze e permangono come altrettanti eventuali tentazioni anche nell'oggi.
Accettare questo per purificare la memoria e vivere il rinnovamento del cuore e della vita secondo la volontà del Signore.
In riferimento a questo non sarà inutile richiamare la finalità ultima di ogni possibile speranza nell'atto di purificazione della memoria.
Si tratta della glorificazione di Dio, perché vivere l'obbedienza alla verità divina ed alle sue esigenze conduce a camminare insieme verso la giustizia e la pace del Signore. Si deplorano così in virtù della memoria le persecuzioni e manifestazioni di intolleranza compiute in ogni tempo e da chiunque.
Costituire un richiamo alla conoscenza di tutti, tale da esigere, anche un atto di pentimento (teshuva) diventando uno sprone per raddoppiare gli sforzi per essere "Trasformati rinnovando la mente" (Romani, 12-2) e per mantenere una memoria morale e religiosa della ferita inflitta al popolo ebraico.
In questo campo il molto che già è stato fatto potrà essere confermato ed approfondito ed ecco che la memoria diventa nei nostri cuori e nella nostra mente fondamento di speranza e di pace.



Riflessioni dell'Ambasciatore Zafar A. Hilaly

In nome di Dio benevolo e misericordioso

Signore e Signori,

siamo oggi qui riuniti, gente di tutte le religioni, di tutti i colori politici, provenienti da civiltà e percorsi di vita diversi, per commemorare la fine, non molto tempo fa e non molto lontano da qui, ad Auschwitz, di un crimine che ora, e possibilmente per sempre, deve essere annoverato come il peggiore esempio di comportamento umano degradante. Il genocidio perpetrato nei confronti degli ebrei durante la seconda guerra mondiale non ha rivali per le sue assolute proporzioni, per la metodica precisione con cui è stato portato avanti, per il freddo e calcolato massacro.
Per quelli che come me vivono in una civiltà diversa, Auschwitz e l'olocausto sono e rimangono una rivelazione. Non sono per la crudeltà, ma anche perché coloro che hanno perpetrato questa atrocità non erano uomini del medio evo o dell'età della pietra, analfabeti, ignoranti o rozzi zotici ma il prodotto di una società presumibilmente educata, sofisticata, raffinata, con un eccesso di cultura e conoscenza di ogni tipo. Il fatto che tali persone, in una tale società possano aver fatto ciò che hanno fatto ai loro vicini, in alcuni casi è incomprensibile e doppiamente biasimevole.
Auschwitz ha influenzato il pensiero di un'intera generazione di asiatici. La nostra immagine dell'Europa come società colta, raffinata, umana è stata così irreparabilmente sconvolta. Al contrario la società europea ci è apparsa come una società senza legge, sfruttatrice e con una amorale modernità. Ciò ha prodotto nei nostri padri un malcontento rivoluzionario, un'irresistibile esigenza di liberarsi dalle grinfie che ci hanno trattenuto nella schiavitù coloniale europea.
Ahimè, da 60 ani in Europa, ma anche altrove, continuiamo ad avere epidemie di uccisioni che ammontano a dei genocidi, a causa della religione. Sebbene una religione sia vera quanto un'altra; e sebbene chiunque metta una religione contro un'altra distrugge tutte le religioni; e sebbene chiunque cerchi di mettere una nazionalità contro un'altra, degrada tutte le nazionalità; e chiunque metta una razza contro un'altra schiavizza tutte le razze.
Quando Auschwitz fu liberata e quel mausoleo di Dio svuotato delle vittime abbiamo imparato una lezione, una lezione che merita di essere ricordata. Abbiamo imparato che non possiamo prendere per certe le cose buone. Per ciò che vogliamo, per ogni speranza che abbiamo, per ogni nostro diritto, abbiamo anche un dovere da compiere ed un compito da svolgere e quando sbagliamo o non riusciamo a raggiungere lo scopo dobbiamo pagare un prezzo per il fallimento; talvolta di un intero paese e troppo spesso con la perdita della vita. Abbiamo imparato che niente accade per niente.
Ma abbiamo anche imparato, come ci insegnano Allah, Dio e Geova, che coloro che combattono contro il male, l'ingiustizia ed il diavolo devono essere costanti e non disperare in quanto il bene trionfa sempre sul male. Non abbiamo bisogno di guardare oltre la nostra riunione di oggi. Il fatto che questa abbia luogo è una riaffermazione di questa semplice, inesorabile verità.
Che possiate ogni anno continuare a riunirvi per commemorare la liberazione di Auschwitz, per ricordare sempre, per perdonare sempre, ma per non dimenticare mai. E se questo mussulmano che vi sta parlando oggi non può unirsi a voi in carne ed ossa, in tali occasioni nel futuro il suo spirito sarà sempre presente.




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