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Rassegna Stampa Dies Memoriae 2002
Il Messaggero
Venerdì 25 Gennaio 2002
"Mai più mostruosità come la Shoah"
Fini: senza ricordare il passato non si costruisce il futuro
ROMA - "Ricordare è importante specie per chi non ha vissuto quegli anni di sterminio di un popolo intero, perché mai più si possano ripetere simili mostruosità". Un po' a sorpresa, visto che il suo nome non era nel programma di sala, è stato il vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, ad aprire la mattinata di meditazione per i parlamentari per il giorno della memoria che ogni anno ricorda le vittime della Shoah.
La cerimonia organizzata dalla fondazione "Memoria Dialogo Pace" e che ha visto la presenza di una trentina tra deputati e senatori di tutti i partiti, si è aperta con la proiezione di immagini dei campi di concentramento nazisti e con i canti che intonavano gli ebrei mandati nelle camere a gas.
"Occorre saper ricordare - ha detto Fini - perché non c'è solo una memoria individuale, ma anche una memoria storica, collettiva. Ed è compito anche della politica saperla tramandare, perché altrimenti si rischia di non saper leggere il passato e non saper costruire il futuro". Non sono mancati riferimenti alla situazione internazionale, dal medio Oriente all'Afghanistan. Secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, "ancora oggi ci sono elementi di antisemitismo che riaffiorano e non sempre trovano un contrasto adeguato". Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, ha insistito sul "dialogo come unica strada per costruire la pace".
E in An continuano i commenti alla presa di distanza di Fini da Mussolini. "I leader di partito hanno tutto il titolo di fare valutazioni - ha detto il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri - io ne faccio tante e in questo caso dico che condivido il percorso, episodi compresi, di Fini. E quella vicenda è un episodio. Oggi la notizia è che Fini sarà uno dei costituenti europei , che il Presidente del Parlamento europeo definisce questo fatto importante e positivo". Quanto al prossimo congresso, Gasparri ha detto che "certamente Fini sarà il presidente del partito, non ci sono altri candidati" e sull'ipotesi di eliminare la Fiamma dal simbolo di An ha detto di non ritenerlo "un gran problema. Non credo vada eliminata per un motivo di riconoscibilità e marketing elettorale. Ma la fiamma non è un simbolo di cui vergognarsi, non c'è alcun collegamento tra la fiamma e la storia italiana".
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Il Corriere della Sera
Venerdì 25 Gennaio 2002
Il leader di An e l'Olocausto
"Mai più simili mostruosità"
MILANO - Il suo arrivo non era previsto. Gianfranco Fini, leader di Alleanza nazionale e vicepremier, ieri si è presentato inatteso alla mattinata di meditazione sulla Shoah: deputati e senatori riuniti per celebrare la Giornata della memoria e per ricordare gli ebrei vittime dell'Olocausto.
Fini arriva e prende la parola: "Oggi siamo qui perché la storia non si ripeta, perché mai più si compiano simili mostruosità". Giudizio netto, un nuovo passo avanti del presidente di Alleanza nazionale per regolare i conti con le radici del proprio partito. Un gesto che segue di pochi giorni il "ripensamento" su Mussolini, che otto anni fa aveva giudicato il più grande statista del Novecento.
Adesso Fini è il numero due del governo, è l'uomo indicato da Berlusconi a rappresentare l'esecutivo nella Convenzione che dovrà costruire la nuova Europa; e soprattutto, è il leader di An che sta cercando di completare la "svolta" di Fiuggi, traghettare il suo partito verso i lidi di una destra moderna e moderata.
Un cammino che passa anche attraverso gesti simbolici, come la presenza ieri alla meditazione sulla Shoah. "La memoria linfa per l'uomo, per i popoli - dice Fini - . Senza memoria si rischia di non saper leggere e giudicare il passato, ma soprattutto di non saper costruire il futuro".
Nel futuro, si augura il leader di An, c'è anche il possibile viaggio in Israele. I contatti di questi ultimi tempi si stanno intensificando. Ultimamente Fini ha cercato il dialogo con la comunità ebraica italiana, ha incontrato il rabbino capo della comunità romana, Riccardo Di Segni. E non ha voluto mancare l'anteprima del film su Giorgio Per lasca, il fascista che salvò migliaia di ebrei. Fini intensifica, insomma, un cammino iniziato anni fa con le visite alle Fosse Ardeatine, ad Auschtwitz e alla Risiera di San Sabba. In attesa che si aprano le frontiere israeliane.
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Il Giornale
Venerdì 25 Gennaio 2002
Il leader di An
"Non si ripetano mai più mostruosità come la Shoah"
DIANA ZUNCHEDDU
da Roma
"Non mi sottraggo al dover, morale prima che politico, di parlare." Così ha esordito Gianfranco Fini, vicepresidente del Consiglio, intervenuto ieri a sorpresa al Convivio parlamentare nazionale per ricordare l'Olocausto. Organizzato dalla Fondazione Mdp (Memoria dialogo pace) a Palazzo Marini, l'incontro voleva essere una preparazione al Giorno della memoria che si celebra domenica. Fini ne ha ricordato la genesi ("Il Parlamento, istituendola, ha scritto una delle pagine più significative: perché non esiste solo una memoria individuale ma pure una collettiva, ed è anche compito della politica saperla tramandare"). Poi ne ha raccontato il senso: "Non un tuffo nel passato ma un ponte verso il futuro. Il giorno della memoria è rivolto proprio a chi non c'era, ai giovanissimi - ha spiegato - perché la storia non si ripeta, perchè mai si possano compiere simili mostruosità. Il diverso non deve essere motivo di diffidenza, ma di confronto". Caldo applauso e spazio agli interventi successivi, quelli dei politici ma soprattutto degli esponenti della religione ebraica, cattolica, islamica e evangelica.
Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, si è appellato, fermamente ai politici: "Ci rivolgiamo alle autorità - ha detto - . Vogliamo che costruiscano una società giusta. Ci dicono che in Italia ci sono 30mila ebrei e mezzo milione di musulmani. La democrazia si fa coi numeri, ma i principi no".
Per l'Islam è intervenuto l'ambasciatore del Pakistan, Zafar A. Hilaly, che ha raccontato l'Olocausto visto con occhi orientali: "Una rivelazione per la tragedia, ma soprattutto per chi l'ha perpetrata: uomini non medioevali, di Stonhenge, ma istruiti, "prodotti" di una società raffinata: questo è doppiamente incomprensibile".
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Il Gazzettino
Venerdì 25 Gennaio 2002
Giorno della Memoria
Un fuori programma del vicepresidente del Consiglio ha aperto il tradizionale momento di meditazione
Fini interviene a sorpresa: "Mai più una Shoah"
Roma
"Ricordare è importante, specie per chi non ha vissuto quegli anni di sterminio di un popolo intero, perché mai più si possano ripetere simili mostruosità".
Un po' a sorpresa, visto che il suo nome non era nel programma di sala, è stato il vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, ad aprire la mattinata di meditazione per i parlamentari per il giorno della memoria che ogni anno ricorda le vittime della Shoah. La cerimonia, organizzata dalla fondazione "Memoria, dialogo, pace", e che ha visto la presenza di una trentina tra deputati e senatori di tutti i partiti, si è aperta con la proiezione di immagini dei campi di concentramento nazisti e con le canzoni cantante dagli ebrei mandati nelle camere a gas.
"Occorre saper ricordare - ha detto Fini - perché non c'è solo una memoria individuale ma anche una memoria storica, collettiva ed è compito anche della politica saperla tramandare perché altrimenti si rischia di non saper leggere il passato e non saper costruire il futuro".
Secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi "ancora oggi ci sono elementi di antisemitismo che riaffiorano e non sempre trovano un contrasto adeguato".
L'ambasciatore del Pakistan in Italia, Zafar A. Hilaly, ha parlato a nome del mondo islamico: "Una religione può essere vera quanto un'altra, e chi mette un Dio contro un altro non fa che distruggere tutte le religioni". Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, ha insistito sul "dialogo come unica strada per costruire la pace", mentre Maria Burani Procaccini, del comitato "Parlamentari Dies Memoriae" ha invece sottolineato il "ruolo della carità che anche in politica può essere un'arma di pace vincente".
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Redattore Sociale
Giovedì 24 Gennaio 2002 - 13.50.57
Giornata della Memoria
Secondo convivio parlamentare nazionale: "Non dimentichiamo il dramma della Shoah"
ROMA - "La memoria come fondamento della speranza". Insieme per non dimenticare il dramma della Shoah e porre le basi per una cammino congiunto verso il bene comune, è questo il messaggio del Secondo Convivio Parlamentare Nazionale, tenutosi questa mattina a Roma, presso la Camera dei Deputati. Una mattinata di riflessione in vista della Giornata della Memoria, che sarà celebrata il 27 gennaio prossimo. All'iniziativa, promossa dalla Fondazione Memoria Dialogo Pace (MDP), hanno partecipato numerosi parlamentari, ambasciatori stranieri in Italia e rappresentanti del mondo ebraico, evangelico, cattolico ed islamico.
Alberto Piperno - socio fondatore della MDP, ha dato il benvenuto alla platea, ricordando come "nel rispetto e non nella tolleranza" vi sia il superamento delle diversità. Piperno ha poi invitato sul palco il vicepresidente del Consiglio italiano, Gianfranco Fini, che ha tenuto a sottolineare come, con l'introduzione della Giornata della Memoria, il Parlamento abbia realmente costruito "un ponte verso un futuro, che senza memoria si rischia di non saper leggere e vivere".
Il vicesindaco, Enrico Gasbarra, in rappresentanza del Comune di Roma si è accomunato al messaggio di speranza che il Convivio intende lasciare. "Solo attraverso il rispetto reciproco - ha dichiarato Gasbarra - si gettano le basi per la civiltà dell'amore: questo è il grande insegnamento delle religioni, che tutti dobbiamo fare nostro". Alberto Piperno ha, quindi, dato il via alle riflessioni sul tema dell'incontro con l'intervento di Gaetano Sottile, presidente dell'Alleanza Evangelica Italiana. Sottile ha posto l'accento sull'immenso valore della memoria storica, per l'intera comunità umana, a prescindere da qualunque diversità cultura e religiosa. Di particolare suggestione le parole dell'ambasciatore del Pakistan in Italia, Zafar A. Hilaly. L'alto rappresentante diplomatico, richiamando i recenti avvenimenti internazionali, si è soffermato sull'inesattezza di qualunque conflitto interreligioso. "Chi mette una religione contro l'altra, mette in pericolo ognuna di esse."
La riflessione del cappellano della Polizia di Stato italiana, don Walter Trovato, ha sottolineato come la memoria comune sia lo strumento privilegiato per un comune cammino verso la strada indicata dal Signore. In conclusione, ha preso la parola il Rabbino Capo di Roma, Prof. Riccardo Di Segni. La massima autorità ebraica della Capitale ha ricordato il recente incontro di Alessandria d'Egitto, durante il quale i rappresentanti delle maggiori religioni mondiali hanno ribadito la necessità di uno sforzo congiunto dei diversi credo per il bene del mondo."
La responsabilità di in cambiamento spetta all'uomo e ai suoi rappresentanti e dunque - ha concluso il prof. Di Segni - chiediamo ai politici la costruzione della speranza di un futuro migliore per tutti". (Paolo Avesani)
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